line decor
  
line decor
 
 
 
 

 

NOTE DI CRITICA ECO-URBANISTICA ALLA VARIANTE FOCE



IL CIRCOLO NUOVA ECOLOGIA LEGAMBIENTE GENOVA

(Proposta tecnica di nuova destinazione urbanistica dell’ambito territoriale “Fiera–Kennedy” e delle aree non più necessarie alla Fiera Internazionale di Genova deliberazione N° 2014-DL-165 del 05/06/2014)


Queste note di critica mirano a valutare se e in che misura il contenuto tecnico della variante del Distretto Fiera Kennedy, così come il Comune di Genova si appresta ad approvare, abbia una coerenza interna e ottemperi, tanto alla normativa urbanistica nazionale e regionale, quanto ai principi fondativi europei nel campo della tutela e dello sviluppo sostenibile.

Successivamente, costituendo tale distretto una variante al PUC esistente, che dovrà essere integrata nel nuovo PUC in corso di adozione, ed essendo elemento strategico nel quadro della pianificazione di Genova città-porto, faremo qualche osservazione di contenuto e di merito al progetto preliminare di PUC.

Concentriamo il nostro punto di vista nei seguenti punti di sintesi, facendo riferimento alle tavole allegate concernenti Distretto Fiera Kennedy 2014, PUC 2000 vigente e PUC 2011.



1- CONTENUTI TECNICO-URBANISTICI DELLA VARIANTE DISTRETTO FIERA KENNEDY IN MATERIA DI PIANIFICAZIONE

a) Cambiamenti di destinazione d’uso e di dimensione in senso privatistico della Fiera

Nella delibera l’elemento più eclatante per i suoi effetti negativi sulla città riguarda la “riconversione a funzioni urbane delle aree e degli immobili derivanti dalla contrazione del quartiere fieristico nei padiglioni prospicienti la darsena nautica” (cfr. scheda pag.32).

È un’operazione che riduce le aree pubbliche del quartiere fieristico a un terzo della loro superficie attuale e trasforma i due terzi di queste in un quartiere residenziale e commerciale con dotazione di parcheggi pubblici e privati.

Per avere un’idea della dimensione di questa operazione a scala territoriale, abbiamo riportato nella fig.2 le previsioni secondo il nuovo PUC 2011 e nella fig. 3 le previsioni secondo la proposta di variante del distretto Fiera Kennedy del PUC 2011.

Confrontando le due figure, si vede, anche a occhio, come le aree azzurre destinate alla Fiera si contraggano e come quelle in arancione, destinate alle strutture ricettive alberghiere e residenziali, si espandano enormemente.

Rischia di diventare una barriera edificata che renderà più difficili le relazioni spaziali tra ponente e levante, obbiettivo più volte conclamato!

Questa scelta scellerata, così come è congegnata nella proposta, non sembra avere alcuna giustificazione urbanistica, se non quella brutale di carattere finanziario nel tentativo disperato di tamponare gli ammanchi di bilancio della gestione negativa di questi ultimi anni della Fiera.



b) Carattere adimensionale e contraddittorio delle previsioni infrastrutturali e di connessione: strategico l’asse ciclabile e pedonale lungo tutto l’arco costiero genovese.

Nella proposta di variante, si legge che “lo Strumento Urbanistico pone come previsioni infrastrutturali e connessioni con l’intorno la sostituzione della strada sopraelevata con un nuovo collegamento viario a raso, integrato con un percorso pedonale e una pista ciclabile, posto a connessione della Fiera con l’area del porto antico e, in prospettiva, con funzione di accesso al tunnel sub-portuale” (cfr pag. 6 pianificazione comunale).

Diciamo subito che ci appare molto positiva, invece, l’ipotesi di sostituire e demolire la sopraelevata, inserendo al suo posto, a raso, una pista ciclabile e un percorso pedonale-passeggiata che collega la zona del levante (corso Italia, Punta Vagno, Piazzale Kennedy, Fiera) con la zona del ponente (Centro Storico, Dinegro, Cornigliano). A condizione che tale pista e tale percorso vengano estesi coerentemente su tutto l’arco costiero, da Voltri a Nervi, in modo tale da costituire un vero e proprio asse pedonale e ciclabile, con funzione portante di un sistema di grandi aree urbane pedonalizzate e servite da mezzi pubblici su ferro e su gomma, attuando l’integrazione tra rete ferroviaria e metropolitana e rete della mobilità e del tessuto urbano.

Nelle tavole della variante del distretto Fiera Kennedy (fig.3), tuttavia, non si ha alcun riscontro di questo asse ciclabile e pedonale, per cui è molto difficile dimostrare la sua fattibilità spaziale, se esso, così come riportato nella fig. 5 del Sistema della mobilità PUC 2011, non diventa parte integrante dell’assetto degli strumenti urbanistici, a livello generale e particolareggiato.

Va osservato, inoltre, che non si capisce per quale ragione non siano riportate, in termini dimensionali, sulle tavole dell’Assetto Urbanistico e del Sistema della Mobilità PUC 2011, sia il sistema delle infrastrutture in generale, sia il tunnel sottomarino, previsto in continuità con il collegamento viario a raso (come previsto nel testo scritto della variante più sopra citato).



c) Indeterminatezza o assenza delle prescrizioni, scritte e disegnate, nel palleggio dei rinvii ad altri livelli di intervento

La variante al distretto Fiera Kennedy, così come proposta dal Comune e come rappresentata (in forma schematica) nella fig.3, è difficile immaginare che essa possa rappresentare uno strumento di pianificazione, né a livello generale, né a livello particolare, in quanto il piano del distretto si riduce in un gioco di perimetri nei perimetri, ripartendo l’area in tanti settori di intervento, le cui modalità di attuazione sono rinviati:

- per il settore 1 all’Accordo di Programma e al PU (2003-2010 intesa porto-città) di cui non si descrivono gli effetti ambientali su questo distretto e la città, né le misure per mitigarli;

- per il settore 2 a un PUO, a cui spetterà la definizione infrastrutturale, dimensionale, spaziale e tipologica, nonché l’applicazione degli standard urbanistici, tutto questo in presenza di consistenti trasformazioni delle attività esistenti in residenziali e commerciali, la cui natura ed entità brilla per assoluta reticenza motivazionale;

- per il settore 3 e 4 a un PUO unitario, di cui non si sa con quale modello tipologico si applicheranno le funzioni ammesse di servizi, parcheggi, rimessaggi e altro, giusta la destinazione a parco, come si evince dalla tavola del Sistema del Verde PUC 2011;

- per il settore 5 a un Progetto di opera pubblica, che vede la nuova Fiera ridimensionata, ma con la possibilità di aumentare del 30% la s.a. esistente, di cui non si da alcuna giustificazione urbanistica, né si dice che questo aumento possa creare un’ulteriore barriera alla vista dei quartieri limitrofi, oltre a quella esistente delle impattanti coperture dell’edificio del padiglione B.



2- CONTENUTI TECNICO-NORMATIVI DELLA VARIANTE DISTRETTO FIERA KENNEDY IN MATERIA DI AMBIENTE E SOSTENIBILITA’

a) Conseguenze negative della non assoggettabilità della VAS al distretto Fiera Kennedy, rinviando la sua applicazione al PUC

Nella proposta di deliberazione in questione, facendo riferimento (pag.18) alla legge della Regione Liguria 32/2012, si sostiene, in maniera ambigua e reticente, che le scelte operate nell’ambito del distretto Fiera Kennedy sarebbero “sicuramente soggette a procedura di verifica di assoggettabilità a VAS, in quanto aventi potenziali effetti sull’ambiente” nel caso in cui ci si trovasse di fronte ad aree “inondabili e/o a suscettività al dissesto medioalta, […]”, ma qui ci si trova nell’ambito del Piano di Bacino del Bisagno, oppure nel caso in cui tali aree siano soggette a “incremento del carico insediativo”, affermando che qui “a fronte del diverso utilizzo degli spazi conseguente alla riduzione del complesso fieristico, si ha una modifica del carico insediativo, la cui sostenibilità si rinvia all’ATO competente“.

In sostanza, il documento di variante dichiara la non assoggettabilità a VAS del distretto, in contraddizione con l’evidenza dei fatti relativi a un nuovo carico insediativo di residenze e di centri commerciali, di nuova mobilità aggiuntiva (questa ipotesi è respinta da più parti e anche dal Municipio Medio-Levante), tenendo conto di un possibile aumento delle opere marittime della Darsena: tutte queste previsioni hanno chiari effetti sull’ambiente, la cui valutazione doveva essere fatta preventivamente nell’ambito del distretto e del nuovo PUC.



b) La non ottemperanza alla VAS del nuovo PUC e, quindi, dell’integrazione in esso del distretto Fiera Kennedy

Per rendersi conto della non ottemperanza alla VAS, tanto del distretto, quanto del PUC, basta richiamare la deliberazione della Giunta Regionale N°689 del 06/06/2014 (pag.5), che conclude, “di non ritenere atto di ottemperanza al parere motivato di VAS sul progetto preliminare del PUC di Genova - DGR 1280/2012 -” il documento “verifiche/ottemperanze” del Comune, DCC N° 6/2014, finalizzato alla realizzazione del progetto definitivo di PUC.

Le critiche da parte della Regione, interpretabili come bocciatura del nuovo PUC (e per questo hanno avuto un grande seguito sulla stampa e nella città con polemiche tra le parti interessate), sono del tutto condivisibili dal punto di vista urbanistico e ambientale, secondo un’idea di pianificazione sostenibile di Genova, città-porto.

In particolare, si concorda sulle criticità riscontrate dalla Regione nei meccanismi del Progetto Preliminare del PUC, tanto più vere in quanto l’area metropolitana genovese è densamente urbanizzata, in quanto esse riguardano “l’indeterminatezza delle funzioni ammesse e la flessibilità degli indici nei distretti”, (come quelli previsti nel nostro distretto) nonché la non “introduzione nel sistema pianificatorio di “obiettivi di qualità ambientale” (rinviati al PUC dal distretto Fiera Kennedy) […] obiettivi che hanno conseguenza a livello internazionale, comunitario o di stato membro […] determinanti per la salute umana”.

La Regione, inoltre, coglie nel segno quando imputa al Rapporto Ambientale di non “descrivere i possibili effetti significativi (compresi quelli secondari), cumulativi, sinergici a breve, medio, lungo termine, permanenti e temporanei, positivi e negativi […] di demandare a pianificazione di settore o a pianificazione attuativa né la descrizione e quantificazione di tali effetti né la soluzione dei possibili impatti da essi generati.” La Regione, infine, arriva a dire che “Ai sensi della Direttiva non è ammissibile il rinvio sistematico alla scala di distretto dell’indicazione di prestazioni”, così come non è ammissibile, nel caso del nostro distretto, il rinvio sistematico alla scala attuativa dei PUO e, contemporaneamente, alla scala generale della VAS e del nuovo PUC.

Le critiche della Regione, più che giuste, diciamo solo che avrebbero dovuto essere già formulate da molto tempo.



3- CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Il dispositivo pianificatorio previsto per il distretto della Fiera Kennedy, è caratterizzato, in sintesi, da indeterminatezza e adimensionalità delle scelte urbanistiche, i cui effetti negativi e le misure per mitigarli non sono né descritti, né individuati, ma rimangono incastrati in un gioco di scatole cinesi in cui il distretto Fiera Kennedy rinvia al PUC e alla VAS, (da applicare a livello di pianificazione generale), e ai PUO (da realizzare a livello di pianificazione attuativa), e il PUC e la VAS rinviano ai distretti, e questi, alla fine, risultano privi di contenuto pianificatorio.

La verifica di ottemperanza della VAS del Comune, dev’essere rivista completamente, di conseguenza il progetto del nuovo PUC dev’essere rifatto radicalmente, prendendo in seria considerazione obiettivi ambientali e sociali, metodo di pianificazione ecologica del confronto tra soluzioni alternative, processo partecipativo continuo, adottando non il principio del “costruire sul costruito”, che ha dato risultati aberranti come a Erzelli, a Quarto e in altre parti della città, non il principio della costruibilità generalizzata, applicando un indice di edificabilità su tutto il territorio, non il principio che si possa costruire nei parchi quando gli alberi sono ammalorati come sulla collina di Quarto, ma il principio di ridurre a zero il consumo di suolo, in termini di bilancio territoriale, tutelando il patrimonio culturale e paesaggistico e concentrando il costruibile, trasformando il suolo impermeabile in suolo permeabile, al fine di progettare, all’insegna della bellezza, della giustizia, dell’equità, la nuova città–porto di Genova.

GIOVANNI SPALLA
IL CIRCOLO NUOVA ECOLOGIA LEGAMBIENTE GENOVA

Posted By : GIOVANNI SPALLA   On 27/06/2014   Vai alla pagine delle altre notizie


Privacy & Cookies Policy